Capitolo Ventiquattresimo
Domenica 10 Febbraio, 21:13
Tutti i programmi di prendere il treno e andare random questo weekend sono andati a farsi benedire… se non mi viene quell’attimo di ‘forza’ per uscire di casa, non combino niente. Stamattina la sveglia era puntata alle 8, mi sono svegliato, avevo sonno, e sono tornato a dormire. Per l’altro weekend (il prossimo sono in Italia) metterò una sveglia meno utopica, verso le 9.30 e magari riesco a randomizzare. Ho trovato la forza di uscire verso le 5 e venti ed al posto di andare a sinistra verso il centro ho deciso di andare a destra verso l’ignoto. Sapevo che la direzione era Neuss giusto perchè i tram che passano davanti casa hanno scritto quella roba lì, ho camminato un’oretta fino a perdermi, poi ho deciso di cercare la strada verso casa. A me piace molto camminare random, la cosa che non mi piace è tornare indietro sui miei passi: per ritrovare casa cerco sempre una strada alternativa ed è inevitabile perdersi. Stavo costeggiando una strada e ad un certo punto è diventato tutto buio, smessi i lampioni, intuivo solo una curva perchè vedevo delle macchine sfrecciare nella mia direzione. Sono arrivato alla curva ma a quel punto non vedevo davvero dove camminavo, alzo lo sguardo e vedo un cartello gigante che mi fa intuire di essere in autostrada. Contromano. Quel minimo di buon senso che mi rimane mi dice che per una volta è meglio non cercare strade alternative, all’incorcio seguente il buon senso se ne va via ancora per una volta e decido di randomizzare. Cammino un po’ ma mi perdo ancora e decido di fare la strada giusta. Cominciavo ad essere un po’ stanco ed ogni 5 minuti vedevo un punto di riferimento che mi faceva dire “bene sono vicino a casa”, oppure “ah pensa te ho un trinkalle più vicino a casa mia di quella che conosco” (trinkhalle = quello che vende tabacchi giornali e birra). Invece mi mancava 8000 strada.
Dopo 3 ore di camminata ripasso davanti casa ma la supero per ripiegare sul kebabbaro, dove mi sparo l’ultimo doner rimsato (un paio di clienti sono entrati per chiedere un kebab, ma era finito e se ne sono andati). Chissa come mai da noi il doner kebab viene comunemente chiamato Kebab, quando quella parola in arabo vuol dire “arrosto” (o “carne arrosto”). Insomma è un termine molto generico. Un tempo mi sono documentato e ho scoperto, se non ricordo male, che Doner è stato il tizio che ha ‘inventato’ la carne che gira, o comunque quello che l’ha esportata in tutto il mondo. Qua il kebab (inteso che se da noi vai da un kebabbaro e chiedi kebab, ti arriverà un panino con la carne) si chiama “Doner Tasche” (Doner sacchetto letteralmente). Insomma, per avere un kebab, qua devi chiedere doner. Il w di quel kebabbaro è che al tavolo ha un barattolino con dentro ’shaft’, il peperoncino, così posso metterne 8000 ad ogni morso come piace a me.
Uscito dal kebabbaro mi fermo un po’ come i vecchietti a guardare i lavori dulla linea del tram. Ho analizzato la situazione e ho pensato: “ah ecco perchè qua le cose funzionano, in Germania c’è uno che guarda e sei che lavorano, non come in Italia che è il contrario”. Dopo 5 secondi anche il supervisore si era messo a lavorare.