A Dusseldorf Tale - I turchi ammazzano

Capitolo Ventinovesimo

Lunedì 31 Marzo, 23:28

Potrei parlare di vari argomenti ma è tardi e vado a letto, sono passato giusto per un salutino al mio report1.txt

Venerdì 4 Aprile, 20:38

Il 30 marzo mi hanno detto di rimanere qua fino a fine giugno, quindi w.
L’altra sera dopo aver giocato a carte a casa di un collega, stavo tornando a casa camminando sul ponte. Verso la fine ho visto che c’era del random, e passando mi sono fermato a fumare una sigaretta vicino a dei ragazzi attrezzati con telecamere fari e cose varie: stavano girando il videoclip per un artista rap emergente tedesco nero, tale Adu, che lol. Han detto che tra un paio di settimane il video, girato a pezzetti in varie parti della germania, sarà in onda su MTV e random televisioni musicali. Tra un po’ lo cercherò su youtube.
Uno o due weekend fa, volevo andare a Trier. Si tratta di Treviri, la città più vecchia della Germania. Dalle voci che girano, pare che sia stata fondata dai romani circa 8000 anni fa, ed era proprio una città nel senso che quando i romani andavano a conquistare i barbari, tra una palla e l’altra gli accampamenti si trasformavano in città. Questa invece sembra essere nata proprio come città. Non so esattamente cosa ci sia di bello lì, che io sappia c’è da vedere Porta Negra o qualcosa del genere, e poi c’è da comprare il Bärenfang che vendono solo lì. Letteralmente dovrebbe significare qualcosa come “abbracciato da un orso”, dato che è fatto con il miele e Winnie Pooh insegna. Comunque sia la mattina vado alla biglietteria della stazione e chiedo un biglietto per Trier. “sono 84 euro” WTF. “nono è troppo, grazie…”. I treni costano parecchio, treviri è a circa 230 km da dusseldorf. Allora ho pensato di ripiegare su acquisgrana. Vado al tabellone degli orari per cercare l’equivalente tedesco di aquisgrana. Trovo Hagen, è vicina, è una citta grossa perchè ha più di una fermata, ok. Biglietto, salgo sul treno ma verso metà percorso inizio a pensare: “hagen… hagen… mah”. Comunque sia a un certo punto il treno smette per lavori, e aspettiamo un pullman davanti alla stazione. Dopo una ventina di minuti in pullman attraverso collinette e piccoli paesini davvero molto tedeschi, vengo lasciato davanti alla stazione sotto un onesto diluvio. Ormai sono convinto del fatto di non essere nella città che volevo io, e vado a riguardare il tabellone dei treni. Scovo aachen, e mi viene in mente che acquisgana era quella. Dovevo anche pisciare e non trovavo il bagno, nel mac donald non lo avevano. Ho preso un cheesburger e me la sono tenuta. Intanto aveva smesso di piovere e mi incammino per una città piuttosto squallida e vuota. Essendo domenica, non essendo una città turistica, era tutto chiuso. Cammino solo per le strade dedicandomi alla ricerca di tappi per terra, giro per un po’ e mi fermo a mangiare un kebab. Era molto buono e parecchio piccante, e a me aveva messo mezzo cucchiaio nemmeno di roba rossa. Una tipa mentre mangiavo è entrata e si è fatta mettere 3 cucchiai belli generosi. Comunque sia una volta finito esco e dopo pochi metri mi imbatto in un turco. Mi dice qualcosa e gli dico che non parlo tedesco, allora parte la conversazione in inglese, mi chiede qualche tiro di sigaretta e gli do il mio drummino. Se le scanna in 3 tiri e inizia a chiedere di dove sei cosa fai bla bla bla, poi mi dice se ha un euro per fargli prendere una fetta di pizza che aveva fame. Purtoppo avevo solo una moneta da due, e gliela rifilo. Ma non era abbastanza e continua a parlare, mi racconta che ha avuto una ragazza italiana e che le italiane sono bellissime. Mi chiede poi cosa ne penso delle ragazze turche, dico che non ne ho mai conosciute ma che son tutte belle le donne del mondo e allora lui mi avvisa: “stai molto attento con le ragazze turche, che se ci fai BANG BANG BANG e poi non te le sposi, arriva il padre e… ZAC *coltellata*. Probabilmente pensava che non avessi capito allora ripete la storiella concludendo con PTIUM *pistola che spara*. Lo ringrazio dell’avvertimento, e poi inizia a parlarmi incompresibilmente, o forse sono io che non capisco. Mi diceva qualcosa tipo “how many days are you over in germany”, e non capisco cosa volesse dire. Gli dicevo “son qua da gennaio” e mi diceva “nono….how many days are you over in germany” e gli dico “rimango qua fino a settimana prossima”. Ripeteva la domanda e ogni volta rispondevo una cosa diversa ma non era mai contento. Andiamo avanti per 10 minuti su questa frase, mi stavo mettendo anche a contare le ore di permesso accumulate in questi giorni in Germania, non sapevo più cosa rispondere. Voi sapete cosa vuol dire?
Passa un tedesco, il turco lo chiama e cerca di farsi aiutare. Lui ascolta ma non traduce le parole del turco, e se ne va. Samir, questo il suo nome, inizia a dirmi
Samir: ma tu hai bisogno di questi soldi -facendomi vedere i due euro-
Colo: ma no tienili
Samir: nono li accetto solo se vengono dal cuore.
uff.
Colo: tienili, io ho gia mangiato, se hai fame, mangia…
Samir: solo se vengono dal cuore
Colo: tienili, che vengono dal cuore
Samir: grazie grazie” *mi abbraccia, io rido per sdrammatizzare*
Samir: no, ma a te servono questi soldi, riprendili
Ripetete un altro paio di volte tienili, aggiungete una frase di circostanza, abbracci. Riesco a patteggiare che io gli avrei lasciato i due euro, ma lui avrebbe dovuto dirmi come ritornare alla stazione. Dopo avermelo spiegato, ricomincia con la storia dei due euro ma finalmente riesco ad andarmente, stremato.

4 Responses to “A Dusseldorf Tale - I turchi ammazzano”

  1. Ghe Says:

    Ma si Colo, Samir era un sensi, una di quelle persone sensibili che ascoltano solo musica folk alternativa, magari lo-fi ..LOL… anche a me a Milano hanno chiesto tre euro (per la merenda, o per ballare)…aspetto ancora fiducioso gli abbracci.

    “Ripeteva la domanda e ogni volta rispondevo una cosa diversa ma non era mai contento” –> ahah fantastico!
    Neanche io so cosa potesse intendere. ciao

  2. samvise Says:

    lol che finalmente dopo aver rivisto il mese scorso scrubs capisco le citazioni

  3. Colo Says:

    io faccio citazioni da scrubs?

  4. samvise Says:

    asd no no…ghe…

    Samir era un sensi

    Sensi:
    Describes a very sensitive guy. He’s known to order appletinies, wears silk underwear with a breathable crotch, rides Sasha fast and hard, and while he considers himself heterosexual, there is certainly room for doubt.

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